Il credito scolastico vale al massimo 40 punti sui 100 della maturità: 12 si prendono in terza, 13 in quarta e 15 in quinta. A ogni anno il consiglio di classe guarda la media dei voti dello scrutinio finale, la colloca in una fascia della tabella e assegna un punteggio dentro quella fascia. Le regole stanno nell’articolo 15 del decreto legislativo 62/2017 e nella tabella del suo Allegato A, a cui rinvia anche l’ordinanza del Ministero per l’esame 2026 (O.M. n. 54/2026).

Una cosa invece è cambiata, e pesa: dal 2024 il punteggio più alto di ogni fascia si può dare solo a chi ha almeno 9 in comportamento.

Aula di un liceo vuota nella luce del mattino, con banchi di legno in file, finestre alte, una lavagna verde pulita e uno zaino appeso a una sedia

La tabella dei crediti scolastici 2026

Questa è la tabella dell’Allegato A del D.Lgs. 62/2017, così com’è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 112 del 16 maggio 2017 (supplemento ordinario n. 23). M è la media dei voti dello scrutinio finale di quell’anno.

Media dei voti (M) Terzo anno Quarto anno Quinto anno
M < 6 – – 7-8
M = 6 7-8 8-9 9-10
6 < M ≤ 7 8-9 9-10 10-11
7 < M ≤ 8 9-10 10-11 11-12
8 < M ≤ 9 10-11 11-12 13-14
9 < M ≤ 10 11-12 12-13 14-15

Due dettagli che sfuggono spesso. Il primo: in terza e in quarta la riga «M < 6» è vuota, perché con una media insufficiente non si viene promossi e quindi non c’è credito da assegnare. In quinta invece esiste, perché il consiglio di classe può ammettere all’esame anche chi ha un’insufficienza, motivando la scelta. Il secondo: il salto tra «7 < M ≤ 8» e «8 < M ≤ 9» in quinta è di due punti, non di uno (da 11-12 a 13-14). È il gradino che rende di più in tutto il triennio.

La tabella è la stessa per licei, tecnici e professionali. Vale anche per i candidati esterni ammessi dopo l’esame preliminare e per chi ha sostenuto esami di idoneità: lo dice il comma 2 dello stesso articolo 15.

Come si calcolano i crediti scolastici, passo per passo

Il procedimento è meccanico. Lo si fa tre volte, una per anno.

  1. Si prende la pagella dello scrutinio finale (giugno, oppure dopo le verifiche di fine estate per chi aveva il giudizio sospeso).
  2. Si calcola la media aritmetica dei voti: somma divisa per il numero delle materie.
  3. Si cerca la riga della tabella in cui cade la media, nella colonna dell’anno giusto.
  4. Si guarda il voto di comportamento: con 9 o 10 il consiglio può dare il punteggio alto della fascia, sotto il 9 resta quello basso.

Per il secondo passaggio puoi usare il calcolatore della media dei voti: inserisci i voti della pagella e hai la media con i decimali, che qui contano. Un 8,0 e un 8,01 finiscono in due fasce diverse. Se la tua scuola dà peso diverso alle materie o ti serve capire come funziona una media pesata, c’è la guida su come calcolare la media ponderata; per il credito, però, la norma parla di media dei voti, non di media ponderata.

Un’avvertenza pratica: quale voto entri nella media (per esempio religione o l’attività alternativa) e come si arrotonda lo stabiliscono il consiglio di classe e i criteri deliberati dal collegio docenti. Prima di fare i conti, conviene leggere quei criteri, che di solito sono pubblicati nel PTOF o nel documento del 15 maggio della propria scuola.

Un esempio completo dal terzo al quinto anno

Prendiamo uno studente ipotetico, con numeri inventati solo per far vedere il meccanismo.

  • Terzo anno: media 7,4 e 8 in comportamento. Fascia 9-10, ma senza il 9 in condotta prende il punteggio basso: 9 punti.
  • Quarto anno: media 7,9 e 9 in comportamento. Fascia 10-11, con il 9 il consiglio può dare il massimo: 11 punti.
  • Quinto anno: media 8,3 e 9 in comportamento. Fascia 13-14: 14 punti.

Totale: 9 + 11 + 14 = 34 punti di credito su 40. Si entra all’esame con quel bottino. Le prove mettono in palio al massimo 60 punti, quindi senza integrazione questo studente non può andare oltre 94.

Ora guardiamo il terzo anno. Con un 9 in comportamento invece dell’8 avrebbe preso 10 punti invece di 9. Un punto solo. Ma è assegnato a giugno della terza e non si recupera più.

Quanto pesa il voto in condotta sui crediti?

Pesa direttamente. La legge 150/2024 ha aggiunto all’articolo 15 il comma 2-bis: il punteggio più alto della fascia si può attribuire solo se il voto di comportamento è pari o superiore a nove decimi. Siccome ogni fascia è larga due punti, nella pratica chi ha 6, 7 o 8 in condotta prende sempre il valore basso della propria fascia.

La regola vale per tutti e tre gli anni, non solo per la quinta. Chi è in terza oggi se la porta dietro fino all’esame. Nel triennio, la differenza tra chi ha sempre il 9 in condotta e chi ha sempre l’8, a parità di medie, arriva a 3 punti.

Con il 9 o il 10, attenzione, il punteggio alto non è automatico. La norma dice che «può» essere attribuito: il consiglio di classe decide in base ai criteri che la scuola si è data, come l’assiduità della frequenza o la partecipazione ad attività integrative. Ecco perché due compagni con la stessa media e lo stesso 9 in condotta possono uscire con crediti diversi.

Poi ci sono i casi limite in quinta, introdotti sempre dalla legge 150/2024 nell’articolo 13 del D.Lgs. 62/2017: con 6 in comportamento si va all’esame ma il colloquio comprende anche un elaborato critico sulla cittadinanza attiva assegnato dal consiglio di classe; sotto il 6 non si è ammessi.

Credito minimo e massimo: che range è realistico?

Il massimo è 40: 12 + 13 + 15, con media sopra il 9 e almeno 9 in comportamento in tutti e tre gli anni.

Per chi viene promosso ogni anno con la media del 6 secco e condotta sotto il 9, il conto è 7 + 8 + 9 = 24 punti. Chi è ammesso all’esame con media sotto il 6 in quinta può prendere 7 punti in quell’anno, e il totale scende ancora.

La fascia in cui si gioca la maggior parte delle classi sta in mezzo, tra le medie del 7 e dell’8. Lì il triennio rende tra 27 e 33 punti, a seconda di come cadono medie e condotta. Sono 6 punti di differenza dentro la stessa fascia di rendimento: per questo conviene tenere d’occhio i decimali della media già dalla terza.

Come si arriva al voto finale della maturità

Il voto finale è in centesimi. Fino a 40 punti arrivano dal credito, gli altri 60 dalle tre prove: 20 per la prima prova scritta, 20 per la seconda e 20 per il colloquio. Per avere il diploma servono almeno 60 punti in totale (articolo 18 del D.Lgs. 62/2017).

C’è poi un piccolo margine a discrezione della commissione. Nel testo vigente dell’articolo 18 l’integrazione è fino a 3 punti ed è riservata a chi ha già raggiunto almeno 90 punti tra credito e prove. È un premio per chi è in alto, non un ripescaggio. La lode, infine, si può dare solo a chi arriva a 100 senza integrazione, con il credito massimo assegnato all’unanimità dal consiglio di classe e il punteggio pieno in ogni prova: senza 40 crediti, quindi, la lode è fuori portata in partenza.

Da qui si capisce perché il credito conta così tanto. Due studenti che fanno lo stesso esame, con 45 punti sulle prove, escono uno con 79 e uno con 85 se partono da 34 e da 40 crediti. La differenza l’hanno costruita in tre anni di pagelle, non a giugno.

Cosa succede con l’abbreviazione per merito e per i candidati esterni?

Chi salta il quinto anno per merito (l’abbreviazione prevista dall’articolo 13, comma 4) riceve per l’anno non frequentato il credito nella misura massima prevista, come stabilisce il comma 2 dell’articolo 15. Come questa regola si combina con il nuovo vincolo sulla condotta lo precisa l’ordinanza dell’anno: prima di contarci, conviene chiedere alla segreteria.

Per i candidati esterni il credito lo assegna il consiglio della classe davanti a cui sostengono l’esame preliminare, guardando il curriculum scolastico e i risultati delle prove preliminari (articolo 15, comma 3). La tabella di riferimento resta la stessa.

Domande frequenti sui crediti scolastici

I crediti formativi esistono ancora?

Non come punteggio a parte: la tabella del D.Lgs. 62/2017 assegna solo il credito scolastico. Le attività esterne (corsi, certificazioni, volontariato, sport) possono al massimo pesare nella decisione del consiglio su dove collocarti dentro la fascia, se la scuola le ha inserite nei suoi criteri. Con meno di 9 in condotta, però, la fascia alta resta comunque chiusa.

Si possono recuperare i crediti persi in terza?

No. Il credito di ogni anno si fissa allo scrutinio finale di quell’anno: gli anni dopo aggiungono punti nuovi, non correggono quelli vecchi.

La tabella cambia per la maturità 2027?

Ad oggi no: l’Allegato A del D.Lgs. 62/2017 è quello in vigore e il comma 2-bis sulla condotta resta valido anche per chi frequenta adesso terza e quarta. Per i dettagli dell’esame 2027 (prove, date, eventuali novità) farà fede l’ordinanza ministeriale di quell’anno: conviene controllarla quando il Ministero la pubblica.