La perdita di una persona cara porta con sé, oltre al dolore, una serie di adempimenti burocratici e fiscali che spesso colgono impreparati. Tra questi, il calcolo e il pagamento dell’imposta di successione rappresentano uno degli aspetti più complessi e meno conosciuti. In questa guida completa analizziamo nel dettaglio come funzionano le tasse di successione in Italia nel 2026, quali sono le aliquote, le franchigie, e come calcolare esattamente quanto si deve pagare.
Cos’è l’Imposta di Successione
L’imposta di successione è un tributo che colpisce il trasferimento di beni e diritti a causa della morte di una persona (il “de cuius”). Si applica all’intero patrimonio del defunto trasferito agli eredi, includendo beni immobili, beni mobili, denaro, titoli, partecipazioni societarie, crediti e qualsiasi altro diritto patrimoniale.
L’imposta è disciplinata dal Decreto Legislativo 346/1990 (Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni), ed è stata reintrodotta nel 2006 dopo un periodo di abolizione. L’Italia ha un regime fiscale sulle successioni tra i più favorevoli d’Europa, grazie a franchigie elevate e aliquote relativamente contenute rispetto ad altri Paesi.
Chi Deve Pagare l’Imposta di Successione
L’imposta è dovuta da ciascun erede o legatario in proporzione alla propria quota di eredità. Gli obblighi principali sono:
- Presentazione della dichiarazione di successione: obbligatoria entro 12 mesi dalla data del decesso, va presentata all’Agenzia delle Entrate (dal 2019 esclusivamente in modalità telematica).
- Pagamento dell’imposta: l’Agenzia delle Entrate liquida l’imposta e notifica l’avviso di liquidazione. Il pagamento deve avvenire entro 60 giorni dalla notifica.
- Pagamento delle imposte ipotecarie e catastali: se l’eredità include immobili, queste imposte vanno versate contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione.
Sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione il coniuge e i parenti in linea retta se l’eredità non supera i 100.000 euro e non comprende beni immobili.
Le Aliquote dell’Imposta di Successione
Il sistema italiano prevede aliquote differenziate in base al grado di parentela tra il defunto e il beneficiario. Questo principio riflette la volontà del legislatore di tutelare maggiormente i trasferimenti all’interno del nucleo familiare stretto.
Coniuge e Parenti in Linea Retta: 4%
Per il coniuge, i figli (inclusi quelli adottivi), i genitori, i nonni e i nipoti diretti (figli dei figli), l’aliquota è del 4% con una franchigia di 1.000.000 di euro per ciascun beneficiario.
Questo significa che un figlio che eredita beni per un valore fino a 1 milione di euro non paga alcuna imposta di successione. Solo sulla parte eccedente la franchigia si applica l’aliquota del 4%. Ad esempio, se un figlio eredita beni per 1.500.000 euro, l’imposta sarà: (1.500.000 – 1.000.000) x 4% = 20.000 euro.
Fratelli e Sorelle: 6% con Franchigia
Per i fratelli e le sorelle del defunto, l’aliquota è del 6% con una franchigia di 100.000 euro per ciascun beneficiario. La franchigia è significativamente inferiore rispetto a quella prevista per coniuge e figli.
Altri Parenti e Affini: 6% Senza Franchigia
Per gli altri parenti fino al 4° grado (zii, cugini, pronipoti), gli affini in linea retta (suoceri, generi, nuore) e gli affini in linea collaterale fino al 3° grado (cognati), l’aliquota è del 6% senza alcuna franchigia. L’imposta si calcola sull’intero valore dei beni ereditati.
Estranei e Altri Soggetti: 8% Senza Franchigia
Per tutti gli altri soggetti (amici, conviventi non registrati come unione civile, parenti oltre il 4° grado, affini oltre il 3° grado, enti e società), l’aliquota è dell’8% senza franchigia.
Beneficiari con Disabilità Grave
Per i beneficiari portatori di handicap grave ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/1992, la franchigia è elevata a 1.500.000 euro, indipendentemente dal grado di parentela. Questa maggiorazione si aggiunge alle altre eventuali franchigie spettanti.
Come Si Valutano i Beni dell’Eredità
Il valore dei beni ereditati si determina con criteri specifici per ciascuna tipologia di bene.
Beni Immobili
Per gli immobili, il valore ai fini dell’imposta di successione è il valore catastale, non il valore di mercato. Il valore catastale si calcola come:
Rendita catastale x 1,05 (rivalutazione del 5%) x coefficiente catastale
I coefficienti catastali principali sono:
- Abitazioni (cat. A escluso A/10): coefficiente 120
- Uffici (cat. A/10): coefficiente 60
- Negozi (cat. C/1): coefficiente 42,84
- Terreni agricoli: coefficiente 112,50
Ad esempio, un’abitazione con rendita catastale di 800 euro avrà un valore catastale di: 800 x 1,05 x 120 = 100.800 euro.
Conti Correnti e Depositi Bancari
Il valore è pari al saldo alla data del decesso. Le banche comunicano direttamente all’Agenzia delle Entrate i saldi dei conti intestati o cointestati al defunto. In caso di conto cointestato, si considera il 50% del saldo (salvo prova contraria della diversa titolarità).
Titoli di Stato e Obbligazioni
I titoli di Stato italiani (BOT, BTP, CCT) e i titoli equiparati sono esenti dall’imposta di successione. Questa esenzione si applica anche ai titoli di Stato emessi da Paesi dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo. Gli altri titoli e obbligazioni si valutano al valore di mercato alla data del decesso.
Beni Mobili
Se nella dichiarazione di successione non vengono indicati analiticamente i beni mobili (gioielli, arredi, opere d’arte, veicoli, ecc.), la legge presume un valore pari al 10% del valore del patrimonio netto ereditato. È possibile dichiarare un valore inferiore solo se supportato da documentazione (perizie, inventari notarili).
Le Imposte sugli Immobili: Ipotecaria e Catastale
Quando l’eredità comprende beni immobili, oltre all’imposta di successione si devono pagare anche:
- Imposta ipotecaria: pari al 2% del valore catastale degli immobili ereditati.
- Imposta catastale: pari all’1% del valore catastale degli immobili ereditati.
Queste imposte si applicano sul valore complessivo degli immobili presenti nell’eredità, non sulla quota di ciascun erede. Il pagamento avviene tramite modello F24 contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione.
L’Agevolazione Prima Casa
Se almeno uno degli eredi intende utilizzare l’immobile ereditato come abitazione principale, può richiedere l’agevolazione prima casa. In questo caso, le imposte ipotecaria e catastale si riducono a 200 euro ciascuna in misura fissa (anziché il 2% e l’1%).
Per beneficiare dell’agevolazione, l’erede deve:
- Dichiarare nella dichiarazione di successione la volontà di stabilire la residenza nel comune dell’immobile entro 18 mesi.
- Non essere titolare di altri immobili acquistati con l’agevolazione prima casa.
- Non possedere altri immobili ad uso abitativo nel comune dove si trova l’immobile ereditato.
Il risparmio può essere molto significativo: su un immobile con valore catastale di 200.000 euro, si passa da 6.000 euro (2% + 1%) a soli 400 euro di imposte fisse.
La Dichiarazione di Successione Telematica
Dal 2019, la dichiarazione di successione deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso il servizio dell’Agenzia delle Entrate. Il termine per la presentazione è di 12 mesi dalla data del decesso.
La dichiarazione può essere presentata direttamente dagli eredi (tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS) oppure tramite un intermediario abilitato (commercialista, CAF, notaio). Il modello telematico calcola automaticamente le imposte dovute e genera i relativi modelli di pagamento F24.
Esenzioni e Casi Particolari
Alcune tipologie di beni sono esenti dall’imposta di successione:
- TFR e indennità di fine rapporto: le indennità spettanti agli eredi del lavoratore deceduto sono esenti.
- Polizze vita: i capitali percepiti come beneficiari di polizze vita non rientrano nell’asse ereditario e sono esenti.
- Titoli di Stato: come già menzionato, BOT, BTP, CCT e titoli equiparati sono esenti.
- Beni vincolati (beni culturali): i beni sottoposti a vincolo culturale sono esenti, a condizione che il vincolo venga mantenuto.
- Aziende e partecipazioni: se gli eredi proseguono l’attività per almeno 5 anni, le aziende e le partecipazioni di controllo sono esenti.
Confronto con l’Europa: L’Italia è Vantaggiosa?
In termini di imposizione sulle successioni, l’Italia è tra i Paesi europei più favorevoli. La franchigia di 1 milione di euro per coniuge e figli è tra le più alte del continente. In Francia, ad esempio, la franchigia per i figli è di soli 100.000 euro con aliquote fino al 45%. In Germania la franchigia è di 500.000 euro per il coniuge e 400.000 euro per i figli, con aliquote fino al 30%. Il Regno Unito applica un’aliquota unica del 40% sulla parte eccedente una franchigia di 325.000 sterline.
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