Verifica Partita Iva
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Approfondimento
Verifica Partita IVA: cosa controlla questo strumento
Questo strumento controlla una partita IVA italiana direttamente nel tuo browser: verifica che abbia 11 cifre e che l'ultima, la cifra di controllo, corrisponda a quella calcolata dalle prime dieci. Serve a scoprire subito un errore di battitura prima di emettere una fattura o di registrare un cliente o un fornitore.
Non interroga nessuna banca dati. Non ti dice se la partita IVA è attiva o cessata, a chi è intestata né se è iscritta al VIES. Per queste informazioni ci sono i servizi ufficiali e gratuiti descritti qui sotto, che trovi anche nel risultato del controllo.
Come funziona il controllo
Le cifre in posizione dispari (1ª, 3ª, 5ª, 7ª e 9ª) si sommano così come sono. Quelle in posizione pari (2ª, 4ª, 6ª, 8ª e 10ª) si raddoppiano e, se il doppio supera 9, gli si toglie 9. Poi si sommano i due totali: la cifra di controllo è quella che manca per arrivare al multiplo di 10 successivo, oppure 0 se la somma è già un multiplo di 10.
Esempio con la partita IVA dell'Agenzia delle Entrate, 06363391001, pubblicata in fondo alle pagine del suo sito:
- cifre dispari: 0 + 3 + 3 + 9 + 0 = 15
- cifre pari: 6, 6, 3, 1 e 0 raddoppiate danno 12, 12, 6, 2 e 0; togliendo 9 dove il doppio supera 9 si ottiene 3 + 3 + 6 + 2 + 0 = 14
- totale 29: per arrivare a 30 manca 1, che è proprio l'ultima cifra. Il numero è formalmente corretto.
Così si scopre qualunque errore su una singola cifra e quasi ogni scambio tra due cifre vicine (non quello tra 0 e 9). Un numero formalmente corretto, però, può non essere mai stato attribuito a nessuno.
Partita IVA attiva: il servizio dell'Agenzia delle Entrate
Per sapere se una partita IVA italiana è registrata e attiva usa Verifica partita Iva dell'Agenzia delle Entrate: è gratuito e senza registrazione, basta copiare un codice di sicurezza. Se il numero è registrato in Anagrafe tributaria, il servizio mostra:
- lo stato: attiva, sospesa (in caso di affitto d'azienda) o cessata;
- la denominazione, oppure il cognome e nome del titolare;
- la data di inizio attività e le eventuali date di sospensione o cessazione;
- se la partita IVA è di un Gruppo IVA o di un suo partecipante.
Operazioni con l'estero: il VIES
Il VIES (VAT Information Exchange System) è il servizio della Commissione europea che conferma se un numero IVA è valido per le operazioni intracomunitarie. Non esiste una banca dati unica: ogni richiesta passa al registro del Paese che ha attribuito il numero, e alcuni Paesi mostrano anche nome e indirizzo. La conferma vale per il giorno in cui la chiedi: non si può verificare la validità in una data passata.
Partita IVA valida ma «non valida» sul VIES
In Italia l'iscrizione al VIES non è automatica. Chi vuole fare operazioni intracomunitarie deve chiederla all'Agenzia delle Entrate, all'apertura della partita IVA o in seguito, e può revocarla in qualsiasi momento; anche l'Agenzia può escludere una partita IVA dall'archivio. Per questo una partita IVA attiva, con la cifra di controllo giusta, può risultare non valida sul VIES: significa che quel soggetto non è abilitato alle operazioni con gli altri Paesi UE, non che il numero sia falso.
Formato della partita IVA nei Paesi UE
Sul VIES si sceglie il Paese da un menu e si inserisce il numero. Ecco i formati indicati dalla Commissione europea per alcuni Paesi:
- Italia (IT): 11 cifre
- Germania (DE): 9 cifre
- Francia (FR): 2 caratteri seguiti da 9 cifre
- Spagna (ES): 9 caratteri
Questo strumento controlla solo le partite IVA italiane: per gli altri Paesi usa direttamente il VIES.
Prima di una fattura a un cliente UE
Prima di fatturare senza IVA a un cliente di un altro Paese UE, controlla il suo numero sul VIES e conserva l'esito con data e ora: se inserisci anche la tua partita IVA come richiedente, il VIES rilascia un identificativo della consultazione. La Commissione europea precisa che l'esito non dà di per sé il diritto all'esenzione e non cambia gli obblighi di chi fattura. Se il numero risulta non valido, chiedi al cliente di ricontrollarlo; se l'errore resta, è lui a doversi rivolgere alla propria amministrazione fiscale. Se ritieni che il cliente non sia un soggetto passivo IVA, la Commissione indica di non applicare l'esenzione e di addebitare l'IVA. Per i casi dubbi chiedi al tuo commercialista.