Per l’ISEE 2026 servono i redditi del 2024 e la fotografia del patrimonio al 31 dicembre 2024: due date che spiazzano chi arriva al CAF convinto di dover portare le carte dell’ultimo anno. La Dichiarazione Sostitutiva Unica — la DSU, cioè il modulo da cui nasce l’ISEE — funziona così per legge, e sapere in anticipo quali documenti raccogliere ti evita il viaggio a vuoto.
Qui sotto c’è la lista completa, divisa per categoria: anagrafica, redditi, patrimonio, casa, veicoli, disabilità. Se prima di metterti a cercare i fogli vuoi farti un’idea del risultato, puoi stimarlo con il calcolatore ISEE e poi raccogliere i documenti con più calma.
Perché l’ISEE 2026 chiede i redditi del 2024
L’ISEE non guarda mai all’anno in corso. Secondo le regole INPS, fissate dal DPCM 159/2013, la DSU presentata nel 2026 prende i redditi di due anni prima — quindi il 2024 — e il patrimonio così com’era al 31 dicembre 2024. È il motivo per cui ti serve la Certificazione Unica 2025: quella che il datore di lavoro o l’ente pensionistico ti ha consegnato l’anno scorso, ma che certifica i redditi del 2024.
Tienilo a mente mentre prepari la cartellina, perché è qui che si fanno gli errori. Conti correnti, mutuo, valore degli immobili: tutto va riferito al 31 dicembre 2024, non a oggi. Se nel frattempo hai cambiato banca o estinto un prestito, conta la situazione di allora. La logica è semplice: l’ISEE descrive una situazione economica consolidata, e per averla servono dati già definitivi, non quelli ancora in movimento dell’anno in corso.
I documenti anagrafici di tutto il nucleo
L’ISEE fotografa l’intero nucleo familiare, non solo chi firma. Per questo i dati anagrafici riguardano ogni componente, compresi i figli a carico anche se non conviventi. Procurati:
- codice fiscale o tessera sanitaria di tutti i membri del nucleo;
- un documento d’identità valido di chi presenta la DSU (il dichiarante);
- permesso o carta di soggiorno in corso di validità, per i cittadini extra UE;
- in caso di separazione o divorzio, la sentenza o l’accordo, che serve a definire chi fa parte del nucleo.
Lo stato di famiglia, di solito, non devi portarlo: l’INPS legge in automatico i dati dell’anagrafe comunale. Vale però la pena controllare che la composizione del nucleo risulti aggiornata, perché un componente in più o in meno cambia la soglia di tutto.
I documenti sui redditi: CU, 730 o Modello Redditi
Questa è la parte che pesa di più sul calcolo. Servono i documenti che certificano i redditi del 2024:
- la Certificazione Unica 2025 (redditi 2024), per lavoratori dipendenti e pensionati;
- il Modello 730/2025 o il Modello Redditi PF 2025, se hai presentato la dichiarazione;
- le certificazioni di eventuali redditi da lavoro autonomo o occasionale;
- gli assegni di mantenimento percepiti per il coniuge o per i figli nel 2024;
- i redditi prodotti all’estero, se ne hai;
- i redditi soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo d’imposta — la cedolare secca sugli affitti, i compensi del regime forfettario — che nel calcolo dell’ISEE contano comunque, anche se nel 730 non li vedi.
Se opti per la DSU precompilata, buona parte di questi dati arriva già caricata: l’Agenzia delle Entrate e l’INPS li trasmettono al sistema, e tu li confermi invece di trascriverli. Ma è meglio avere comunque i documenti sotto mano per controllare che i numeri precompilati corrispondano.
Il patrimonio mobiliare: conti, libretti e la giacenza media
Qui c’è il dato che fa tornare a casa più gente dal CAF: la giacenza media annua. Non basta il saldo del conto a fine anno, serve anche la media di quanto ci hai tenuto sopra durante tutto il 2024. Per ogni rapporto bancario o postale ti servono due valori riferiti al 31 dicembre 2024:
- il saldo contabile al 31/12/2024;
- la giacenza media annua del 2024.
Riguardano conti correnti, libretti, conti deposito e carte prepagate dotate di IBAN. La giacenza media, va detto, non è il saldo di un giorno preciso: è la media di quanto è rimasto sul conto lungo i dodici mesi, e la calcola la banca, non tu. Dove si trova? Quasi sempre nell’home banking, nella sezione documenti, oppure nel riepilogo che la banca prepara proprio per l’ISEE; se non la trovi, la richiedi allo sportello. Il consiglio pratico è recuperarla per prima, perché è quella che manca più spesso quando ti siedi a compilare.
Allo stesso modo vanno dichiarate le altre attività finanziarie possedute a fine 2024: titoli di Stato come BOT e BTP, azioni, obbligazioni, quote di fondi comuni, polizze vita a contenuto finanziario. Titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postale vanno raccolti lo stesso, ma fino a 50.000 euro per nucleo non contano nel calcolo: con la precompilata l’esclusione è automatica. Se hai criptovalute, conserva la documentazione del wallet o dell’exchange con il controvalore a fine anno: anche queste rientrano tra le attività da indicare. Con i documenti in mano, puoi anche provare a stimare l’indicatore con il calcolatore ISEE prima di portarli al CAF.
Il patrimonio immobiliare: case, terreni e mutuo residuo
Per ogni immobile di proprietà — casa, box, terreno — il modello DSU chiede i dati catastali e il valore ai fini IMU. Raccogli:
- la visura catastale o l’atto di acquisto (il rogito notarile), da cui ricavare rendita e quota di possesso;
- il valore IMU dell’immobile;
- la quota di capitale ancora da restituire sul mutuo al 31 dicembre 2024, se la casa è stata comprata con un finanziamento: questa cifra abbatte il valore dichiarato e te la rilascia la banca;
- per gli immobili all’estero, i dati per il calcolo del valore IVIE.
Il mutuo residuo è un altro di quei dettagli che conviene chiedere subito alla banca: incide sul patrimonio immobiliare e quindi sull’ISEE finale, ma non ce l’hai in casa già pronto.
Se sei in affitto: il contratto registrato
Chi vive in affitto può far valere il canone, ma solo se il contratto è registrato. Serve la copia del contratto di locazione con gli estremi della registrazione all’Agenzia delle Entrate. Tienine traccia: la spesa per l’affitto può ridurre l’ISEE o dare accesso a soglie più favorevoli per alcune prestazioni.
Auto, moto e barche: bastano le targhe
I veicoli non si valutano in euro nell’ISEE, ma vanno comunque dichiarati. Il modello DSU chiede di indicare la targa, o gli estremi di registrazione, di:
- autoveicoli, di qualsiasi cilindrata;
- motoveicoli di cilindrata pari o superiore a 500 cc;
- navi e imbarcazioni da diporto.
È un dato veloce da recuperare — basta il libretto — ma è facile da dimenticare proprio perché sembra secondario.
Disabilità e spese di assistenza
Se nel nucleo c’è una persona con disabilità, alcune voci possono pesare sul calcolo e ti conviene documentarle. Prepara:
- la certificazione della disabilità, con denominazione dell’ente che l’ha rilasciata, numero del documento e data;
- le spese sanitarie e di assistenza specifica per la persona con disabilità: riducono il reddito ISEE fino a 5.000 euro, ma solo se risultano nella dichiarazione dei redditi;
- se la persona è già ricoverata in una RSA o in un’altra struttura residenziale, i dati del ricovero, che si indicano nella DSU.
Sono documenti che servono soprattutto per l’ISEE socio-sanitario, ma è bene tenerli pronti in ogni caso.
Cosa non serve portare (ci pensa l’INPS)
Una buona parte dei dati l’INPS la recupera da sé, e stamparli è solo tempo perso. Lo stato di famiglia, come detto, lo legge dall’anagrafe comunale. I trattamenti che eroga direttamente — pensioni, assegni, NASpI e altre indennità — li conosce già, perché è lui a pagarli, e li riporta da solo nella DSU. Con la precompilata trovi caricati anche i redditi trasmessi dall’Agenzia delle Entrate e diverse componenti del patrimonio comunicate dagli intermediari finanziari.
Quello che resta davvero a carico tuo è il controllo, più che la raccolta. I dati che il sistema non vede sono soprattutto la quota di mutuo ancora da pagare, i conti e gli immobili all’estero, i veicoli e le variazioni recenti del nucleo familiare; saldo e giacenza media dei conti italiani, con la precompilata, arrivano già caricati ma vanno controllati. Concentra lì l’attenzione, invece di fotocopiare carte che l’istituto ha già in archivio.
DSU precompilata o ordinaria: cambia cosa devi procurarti
Da qualche anno l’INPS offre due strade. Con la DSU precompilata accedi al portale con SPID, CIE o CNS e trovi già caricati i dati di redditi e parte del patrimonio, trasmessi da Agenzia delle Entrate e INPS: tu li confermi o li correggi. È comoda, ma devi comunque controllare la giacenza media e i valori che il sistema non conosce, e per i familiari diversi dal dichiarante può servire una delega o l’accesso di ciascuno.
Con la DSU ordinaria, invece, porti tu tutti i documenti — o li consegni al CAF, che compila per tuo conto. In quel caso la lista qui sopra è esattamente quella che il CAF ti chiederà.
Dove si presenta? La DSU si invia online dal portale INPS con le proprie credenziali, oppure ci si rivolge a un CAF o a un patronato, che fanno da intermediari: in entrambi i casi ottenere l’ISEE non costa nulla. Il CAF è la strada di chi preferisce consegnare la cartellina e farsi compilare il modulo; la precompilata conviene a chi ha una situazione lineare e un po’ di dimestichezza con SPID. Per capire passo passo come si presenta la dichiarazione e quali prestazioni sblocca l’indicatore, c’è la guida completa all’ISEE 2026.
Quanto vale l’ISEE che ottieni e quando rifarlo
L’attestazione che ricevi, secondo le regole INPS, vale fino al 31 dicembre dell’anno in cui la richiedi: un ISEE ottenuto nel 2026 resta valido fino al 31 dicembre 2026, poi va rifatto con i documenti aggiornati. Se durante l’anno la tua situazione economica cambia in modo sensibile — per esempio perdi il lavoro — puoi aggiornare l’indicatore con l’ISEE corrente, che fotografa i redditi più recenti.
Il modo più rapido per non sbagliare resta uno: prepara la cartellina seguendo le sei categorie qui sopra, recupera per prime la giacenza media e il mutuo residuo, e solo dopo siediti a compilare — da solo con la precompilata o al CAF. Con i numeri davanti, una stima veloce con il calcolatore ti dice subito se rientri nelle soglie che ti interessano.
[Immagine in evidenza — placeholder: foto reale di una scrivania con documenti, una cartellina e un portatile aperto sul portale INPS. La inserisce Raffaele in revisione.]