IMU e TARI sono due imposte comunali che ogni proprietario di immobili (e non solo) si trova a pagare in Italia. Spesso vengono confuse tra loro o considerate come un’unica tassa, ma in realtà sono imposte completamente diverse per natura, base di calcolo, soggetti obbligati e scadenze. Capire le differenze è fondamentale per sapere quanto devi pagare, quando, e soprattutto se hai diritto a esenzioni.

In questa guida completa analizzeremo entrambe le imposte, spiegheremo chi le paga, come si calcolano e quali esenzioni esistono nel 2026. Per calcolare i tuoi importi esatti, puoi usare il nostro calcolatore IMU e il calcolatore TARI.

Cos’è l’IMU (Imposta Municipale Unica)

L’IMU è un’imposta patrimoniale sul possesso di immobili. Viene pagata da chi possiede un immobile, indipendentemente dal fatto che lo usi, lo affitti o lo lasci vuoto. È stata introdotta nel 2012 (sostituendo l’ICI) e rappresenta una delle principali fonti di finanziamento per i Comuni italiani.

Chi paga l’IMU

  • Proprietari di fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli
  • Titolari di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie
  • Concessionari di aree demaniali
  • Locatari di immobili in leasing (dalla data di stipula del contratto)

Punto chiave: l’IMU la paga il proprietario, non l’inquilino. Se affitti un appartamento, l’IMU è a tuo carico come proprietario.

Esenzione prima casa

L’esenzione più importante riguarda l’abitazione principale e le relative pertinenze (una per categoria C/2, C/6, C/7), a condizione che:

  • Il proprietario vi risieda anagraficamente
  • Il proprietario vi dimori abitualmente
  • L’immobile non sia di categoria catastale di lusso (A/1, A/8, A/9)

Dal 2022, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, l’esenzione spetta anche quando i coniugi hanno residenze diverse in Comuni diversi (prima era negata).

Come si calcola l’IMU

Il calcolo dell’IMU segue questa formula:

IMU = Base imponibile × Aliquota comunale – Detrazioni

Dove la base imponibile si calcola così:

Base imponibile = Rendita catastale × 1,05 (rivalutazione 5%) × Moltiplicatore catastale

Moltiplicatori catastali

Categoria catastale Tipologia Moltiplicatore
A (escluso A/10) Abitazioni 160
A/10 Uffici/Studi privati 80
B Collegi, ospedali, ecc. 140
C/1 Negozi e botteghe 55
C/2, C/6, C/7 Magazzini, garage, tettoie 160
C/3, C/4, C/5 Laboratori, palestre, ecc. 140
D (escluso D/5) Opifici, alberghi, ecc. 65
D/5 Istituti di credito 80

Esempio pratico: Seconda casa in categoria A/3 con rendita catastale di 600 euro, in un Comune con aliquota 10,6 per mille:

  • Base imponibile: 600 × 1,05 × 160 = 100.800 €
  • IMU annua: 100.800 × 10,6 / 1.000 = 1.068,48 €

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Cos’è la TARI (Tassa sui Rifiuti)

La TARI è la tassa destinata a finanziare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. A differenza dell’IMU, non è un’imposta sul patrimonio ma un tributo per un servizio specifico: la gestione dei rifiuti nel tuo Comune.

Chi paga la TARI

  • Chi occupa o detiene a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti
  • In caso di locazione, la paga l’inquilino (se la durata è superiore a 6 mesi)
  • Per locazioni brevi (inferiori a 6 mesi), la paga il proprietario
  • Per immobili ad uso stagionale, la paga chi li utilizza

Punto chiave: la TARI la paga chi occupa l’immobile, non necessariamente il proprietario. Questa è una differenza fondamentale rispetto all’IMU.

Come si calcola la TARI

La TARI si compone di due parti:

TARI = Quota fissa + Quota variabile + Tributo provinciale (5%)

  • Quota fissa: basata sulla superficie dell’immobile (mq), copre i costi fissi del servizio
  • Quota variabile: basata sul numero di componenti del nucleo familiare (per utenze domestiche) o sulla tipologia di attività (per utenze non domestiche)

Esempio pratico: Appartamento di 80 mq, famiglia di 3 persone, in un Comune di medie dimensioni:

  • Quota fissa: 80 mq × 1,20 €/mq = 96 €
  • Quota variabile (3 componenti): 145 €
  • Subtotale: 241 €
  • Tributo provinciale (5%): 12,05 €
  • TARI totale: 253,05 €

Nota: le tariffe variano enormemente da Comune a Comune. In alcune città la TARI per lo stesso appartamento può essere il doppio o il triplo.

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IMU vs TARI: Tabella Confronto Completa

Caratteristica IMU TARI
Natura Imposta patrimoniale Tassa per servizio (rifiuti)
Cosa tassa Il possesso dell’immobile L’occupazione dell’immobile
Chi paga Proprietario (o titolare diritto reale) Occupante (inquilino o proprietario)
Base di calcolo Rendita catastale × moltiplicatore Superficie (mq) + n. componenti famiglia
Prima casa Esente (se non di lusso) Dovuta sempre
Immobile vuoto/sfitto Dovuta (spesso aliquota maggiorata) Possibile riduzione o esenzione
Aliquote Stabilite dal Comune (min 0 – max 10,6‰) Stabilite dal Comune (copertura integrale costi)
Scadenze 2026 Acconto: 16 giugno / Saldo: 16 dicembre Variabili per Comune (2-4 rate)
Pagamento Modello F24 Bollettino postale, F24 o PagoPA
Dichiarazione Solo se variazioni (entro 30 giugno anno successivo) Dichiarazione per variazioni (n. occupanti, nuova occupazione)

Scadenze 2026: Calendario Pagamenti

Scadenze IMU 2026

Scadenza Cosa Come calcolare
16 giugno 2026 Acconto (prima rata) 50% dell’IMU dovuta con aliquote anno precedente
16 dicembre 2026 Saldo (seconda rata) Conguaglio con aliquote deliberate per il 2026

È possibile pagare in un’unica soluzione entro il 16 giugno, applicando direttamente le aliquote dell’anno in corso (se già deliberate dal Comune).

Scadenze TARI 2026

Le scadenze TARI variano da Comune a Comune. Tipicamente:

  • Soluzione unica: entro una data stabilita dal Comune (spesso giugno-luglio)
  • Rate: generalmente 2, 3 o 4 rate distribuite nell’anno
  • Il Comune invia l’avviso di pagamento con importo e scadenze specifiche

Controlla sempre il sito del tuo Comune o il portale dell’ente gestore per le scadenze esatte.

Esenzioni e Riduzioni: Quando Non Si Paga

Esenzioni IMU

Caso Esenzione
Abitazione principale (non lusso) Esenzione totale + 1 pertinenza per cat. C/2, C/6, C/7
Immobili enti non commerciali (uso istituzionale) Esenzione totale
Terreni agricoli in Comuni montani Esenzione totale
Fabbricati rurali strumentali Esenzione totale (cat. D/10)
Immobili occupati abusivamente Esenzione (se denunciato all’autorità)
Immobili assegnati a ex coniuge Il coniuge assegnatario paga (equiparato ad abitazione principale)

Alcuni Comuni prevedono anche aliquote ridotte per:

  • Immobili concessi in comodato a parenti di primo grado (riduzione 50% con contratto registrato)
  • Immobili locati a canone concordato (riduzione 25%)
  • Immobili di interesse storico-artistico (riduzione 50%)
  • Immobili inagibili/inabitabili (riduzione 50%)

Esenzioni e riduzioni TARI

Caso Riduzione/Esenzione
Immobile vuoto e inutilizzato Riduzione o esenzione (varia per Comune, serve dichiarazione)
Unico occupante Riduzione sulla quota variabile (alcuni Comuni)
Compostaggio domestico Riduzione 10-30% (varia per Comune)
Zone non servite dalla raccolta Riduzione obbligatoria almeno 40%
Raccolta distante dal punto di raccolta (> 500m) Riduzione obbligatoria almeno 40%
Nuclei familiari con ISEE basso Riduzione o esenzione (bonus sociale rifiuti, varia per Comune)
Uso stagionale o discontinuo Riduzione (varia per Comune)

Caso Pratico: Proprietario con Seconda Casa Affittata

Vediamo un esempio completo per capire chi paga cosa:

Situazione: Mario possiede due appartamenti a Roma:

  • Appartamento A (prima casa): cat. A/3, rendita 800 €, 90 mq, 4 persone
  • Appartamento B (affittato a Luca): cat. A/2, rendita 1.000 €, 70 mq, Luca vive da solo

Appartamento A (prima casa di Mario)

Imposta Chi paga Importo indicativo
IMU Nessuno (esente prima casa) 0 €
TARI Mario (occupa l’immobile) ~380 €/anno

Appartamento B (affittato a Luca)

Imposta Chi paga Importo indicativo
IMU Mario (proprietario) ~1.336 €/anno (aliquota 10,6‰ Roma)
TARI Luca (inquilino, occupa l’immobile) ~210 €/anno

Riepilogo Mario: paga circa 380 € di TARI per la prima casa + 1.336 € di IMU per la seconda casa = 1.716 € totali.

Riepilogo Luca: paga circa 210 € di TARI per l’appartamento in affitto.

IMU e TARI per Immobili Vuoti: Attenzione ai Costi

Avere un immobile sfitto e inutilizzato non ti esonera dal pagamento:

  • IMU: si paga sempre. Molti Comuni applicano un’aliquota maggiorata per immobili vuoti (fino al 10,6‰ o anche di più con la maggiorazione prevista dalla legge)
  • TARI: in teoria si può ottenere un’esenzione o riduzione per immobili non occupati, ma bisogna presentare una dichiarazione al Comune attestando che l’immobile è vuoto, privo di allacciamenti (acqua, luce, gas) e non ammobiliato. Le condizioni variano da Comune a Comune e sono spesso restrittive

Consiglio pratico: se hai un immobile vuoto, verifica sempre con il tuo Comune le condizioni per ottenere la riduzione TARI e considera se conviene affittarlo (con regime cedolare secca, ad esempio) piuttosto che lasciarlo vuoto pagando IMU piena.

Come Pagare IMU e TARI

Pagamento IMU

  • Modello F24: compilabile online (home banking) o in formato cartaceo (banca/posta)
  • Codici tributo: 3912 (abitazione principale), 3918 (altri fabbricati), 3914 (terreni), ecc.
  • Indicare il codice Comune corretto
  • Il contribuente deve calcolare l’importo (non arriva un bollettino precompilato)

Pagamento TARI

  • Bollettino precompilato: inviato dal Comune o dall’ente gestore
  • PagoPA: attraverso il portale del Comune
  • F24: in alcuni Comuni
  • L’importo viene calcolato dal Comune sulla base della dichiarazione TARI

Cosa Succede Se Non Paghi

Sia per l’IMU che per la TARI, il mancato pagamento comporta:

  • Sanzioni: dal 15% al 30% dell’importo non versato
  • Interessi di mora: calcolati dal giorno successivo alla scadenza
  • Avviso di accertamento: il Comune invia un avviso con 5 anni di tempo (prescrizione)
  • Possibilità di ravvedimento operoso: pagando spontaneamente in ritardo, le sanzioni si riducono (dallo 0,1% al giorno per i primi 14 giorni fino al 3,75% dopo un anno)

FAQ: Domande Frequenti su IMU e TARI

L’inquilino deve pagare l’IMU?

No, mai. L’IMU è sempre a carico del proprietario o del titolare di un diritto reale sull’immobile. L’inquilino paga solo la TARI (se la locazione dura più di 6 mesi nell’anno).

Se vivo da solo in un grande appartamento, pago meno TARI?

La quota fissa della TARI è proporzionale ai metri quadri, quindi no. Tuttavia, la quota variabile è basata sul numero di componenti del nucleo familiare, quindi un single paga meno di quota variabile rispetto a una famiglia di 4 persone. Alcuni Comuni prevedono ulteriori riduzioni per nuclei monocomponente.

Ho ereditato una casa ma non ci abito. Devo pagare IMU e TARI?

Sì, devi pagare l’IMU come proprietario (non è la tua abitazione principale, quindi niente esenzione). Per la TARI, se l’immobile è effettivamente vuoto e presenti dichiarazione al Comune, potresti ottenere una riduzione o esenzione. Ma verifica le regole specifiche del tuo Comune.

La TARI si paga anche per garage e cantine?

Dipende dal Comune e dalla situazione. Le pertinenze dell’abitazione principale (garage, cantina) sono spesso incluse nel calcolo TARI dell’abitazione. Pertinenze autonome o non collegate a un’utenza domestica possono essere tassate separatamente. Verifica il regolamento TARI del tuo Comune.

Posso detrarre IMU e TARI dalle tasse?

L’IMU sugli immobili strumentali (utilizzati per l’attività lavorativa) è deducibile al 100% dal reddito d’impresa o professionale. L’IMU sulla seconda casa ad uso privato non è deducibile. La TARI non è detraibile dall’IRPEF, ma è deducibile se relativa a un immobile utilizzato per l’attività lavorativa.

Come faccio a sapere la rendita catastale del mio immobile?

Puoi trovarla nella visura catastale, richiedibile gratuitamente online tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate (sezione “Consultazione rendite catastali”) o presso gli uffici provinciali del Catasto. La rendita è indicata anche nell’atto di acquisto dell’immobile.

IMU e TARI si pagano per immobili all’estero?

No. IMU e TARI sono imposte comunali italiane e si applicano solo a immobili situati in Italia. Per gli immobili all’estero posseduti da residenti italiani esiste l’IVIE (Imposta sul Valore degli Immobili all’Estero), che è un’imposta diversa.