Risposta breve: l’acconto IMU di giugno 2026 è il 50% dell’imposta annuale calcolata con le aliquote dell’anno precedente. Per una seconda casa con rendita catastale di 600 € in un Comune con aliquota massima dell’1,06%, l’acconto è di circa 534 €. Per la prima casa non di lusso l’acconto è zero (esenzione).
La scadenza del 16 giugno 2026 vale per tutti i proprietari di immobili soggetti a IMU. Vediamo come calcolare l’importo esatto in pochi passi, con tre esempi concreti.
Scadenza acconto IMU 2026: 16 giugno (lunedì)
Il calendario IMU 2026 prevede due appuntamenti:
- 16 giugno 2026 — versamento acconto, pari al 50% dell’imposta dovuta calcolata con aliquote 2025
- 16 dicembre 2026 — versamento saldo, con eventuale conguaglio se il Comune ha rivisto le aliquote
Se la scadenza cade di sabato o festivo, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo. Per il 2026 il 16 giugno è lunedì, quindi la scadenza resta. È possibile anche versare in un’unica soluzione entro il 16 giugno, applicando direttamente le aliquote 2026 se già pubblicate dal Comune.
La formula del calcolo IMU in 4 passi
L’IMU dovuta su un fabbricato si calcola con la formula:
IMU annua = Rendita catastale × 1,05 × Coefficiente × Aliquota comunale
I quattro fattori sono:
- Rendita catastale: valore attribuito dall’Agenzia delle Entrate, riportato sulla visura catastale. È un valore fisso (cambia solo dopo variazioni catastali).
- Rivalutazione del 5%: la rendita si moltiplica per 1,05. È prevista per legge e vale per tutti gli immobili.
- Coefficiente catastale: dipende dalla categoria dell’immobile. Per le abitazioni (categorie A escluso A/10) il coefficiente è 160; per uffici A/10 è 80; per negozi C/1 è 55.
- Aliquota comunale: la stabilisce il Comune entro un range che va dallo 0,46% all’1,06% (con valori standard 0,76% di base). Si trova sul Portale del Federalismo Fiscale o sul sito del Comune.
L’acconto di giugno è la metà dell’IMU annua così calcolata.
Esempio 1 — Seconda casa, rendita 600 €, aliquota 1,06%
Scenario tipico nelle grandi città italiane (molti capoluoghi applicano l’aliquota massima 1,06% sulle seconde case):
- Rendita catastale: 600 €
- Rivalutazione 5%: 600 × 1,05 = 630 €
- Base imponibile (coefficiente 160): 630 × 160 = 100.800 €
- IMU annua: 100.800 × 0,0106 = 1.068,48 €
- Acconto giugno (50%): 534,24 €
- Saldo dicembre (50%): 534,24 €
Nota: l’aliquota 1,06% si applica all’imposta annua, non solo all’acconto.
Esempio 2 — Prima casa di lusso (A/1, A/8, A/9), rendita 1.200 €
L’abitazione principale non di lusso è esente da IMU. Le categorie catastali considerate “di lusso” (A/1 abitazioni signorili, A/8 ville, A/9 castelli e palazzi di pregio) restano invece soggette all’imposta con aliquota standard 0,5% e una detrazione di 200 €.
- Rendita catastale: 1.200 € (categoria A/1)
- Rivalutazione 5%: 1.200 × 1,05 = 1.260 €
- Base imponibile (coefficiente 160): 1.260 × 160 = 201.600 €
- IMU annua lorda: 201.600 × 0,005 = 1.008 €
- Detrazione prima casa lusso: −200 €
- IMU annua netta: 808 €
- Acconto giugno (50%): 404 €
Esempio 3 — Casa in comodato d’uso a genitore o figlio
Per gli immobili dati in comodato d’uso gratuito a parenti in linea retta entro il primo grado (genitori-figli) che vi risiedono come abitazione principale, la base imponibile è ridotta del 50%, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante non possieda altri immobili residenziali se non l’abitazione principale nello stesso Comune.
- Rendita catastale: 500 €
- Rivalutazione 5%: 500 × 1,05 = 525 €
- Base imponibile piena (coefficiente 160): 525 × 160 = 84.000 €
- Base imponibile ridotta del 50%: 42.000 €
- IMU annua (aliquota 1,06%): 42.000 × 0,0106 = 445,20 €
- Acconto giugno (50%): 222,60 €
Lo stesso meccanismo di riduzione del 50% si applica anche ai fabbricati di interesse storico-artistico e a quelli dichiarati inagibili.
Come pagare l’acconto: F24 e codici tributo
Il versamento avviene con modello F24, telematico o cartaceo, indicando:
- Codice catastale del Comune dove si trova l’immobile
- Casella Acconto
- Anno di riferimento: 2026
- Numero di immobili posseduti nel Comune
- Codice tributo corretto in base al tipo di immobile
I codici tributo IMU più usati sono:
- 3912 — abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9) e relative pertinenze
- 3914 — terreni
- 3916 — aree fabbricabili
- 3918 — altri fabbricati (seconde case, immobili commerciali non D)
- 3925 — fabbricati categoria D (quota Stato, aliquota 0,76%)
- 3930 — fabbricati categoria D (eventuale incremento Comune)
Si può pagare tramite home banking, sito dell’Agenzia delle Entrate (F24 web con SPID/CIE), oppure con la piattaforma PagoPA se attivata dal Comune.
Domande frequenti
Devo pagare l’acconto se è il primo anno che possiedo l’immobile?
Sì. L’IMU si paga in proporzione ai mesi di possesso nell’anno. Il mese conta per intero se il possesso si è protratto per almeno 16 giorni. Se per esempio hai acquistato l’immobile il 10 marzo 2026, l’IMU 2026 sarà calcolata per 10 mesi (da marzo a dicembre) e l’acconto sarà il 50% di quel pro-rata.
Cosa succede se pago in ritardo l’acconto?
È possibile regolarizzare tramite il ravvedimento operoso: paghi l’importo dovuto più una sanzione ridotta e gli interessi legali. Per l’IMU la sanzione è quella dell’art. 13 del D.Lgs. 471/1997, richiamato dall’art. 1, comma 774, della legge 160/2019: per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 è del 25%, dimezzata se paghi entro 90 giorni. Con il ravvedimento scende a circa lo 0,08% per ogni giorno di ritardo nei primi 14 giorni, poi all’1,25% entro 30 giorni, all’1,39% entro 90 giorni, al 3,12% entro un anno e al 3,57% oltre l’anno. La sanzione cresce man mano che ci si allontana dalla scadenza, quindi conviene rimediare il prima possibile.
Come faccio a sapere l’aliquota IMU del mio Comune?
Le aliquote sono pubblicate sul Portale del Federalismo Fiscale del Ministero dell’Economia, oltre che sul sito istituzionale del Comune. Le delibere comunali devono essere pubblicate entro il 28 ottobre di ogni anno per essere applicabili al saldo. Se il Comune non ha deliberato nuove aliquote per il 2026, valgono quelle del 2025.
Ho due immobili in Comuni diversi: posso pagarli con un solo F24?
Sì, ma devi compilare due righe distinte sul modello F24, una per ciascun Comune, indicando il rispettivo codice catastale, il numero degli immobili e l’importo dovuto. L’F24 telematico permette di compilare più righe nella stessa transazione.
L’acconto di giugno si calcola sempre al 50%?
Sì, l’acconto è per legge il 50% dell’imposta calcolata applicando aliquote e detrazioni dell’anno precedente. A dicembre poi si fa il conguaglio con le aliquote 2026 definitive: se sono state aumentate paghi di più, se ridotte paghi di meno (o ottieni un piccolo credito).
Chi eredita un immobile deve pagare l’IMU acconto?
Sì, gli eredi diventano soggetti passivi dalla data di apertura della successione (data del decesso). L’IMU è dovuta in proporzione alla quota ereditaria e ai mesi di possesso. Se l’eredità ha aperto a fine 2025, l’acconto 2026 sarà calcolato per intero. Per il quadro completo su tasse di successione e IMU sugli immobili ereditati vedi la nostra guida alle tasse di successione.
Calcola subito la tua IMU acconto
Per evitare errori e ottenere l’importo preciso in base al tuo Comune, usa il nostro calcolatore IMU online: inserisci rendita catastale, categoria dell’immobile e aliquota comunale per vedere subito acconto e saldo. Per il quadro completo su aliquote, scadenze e modalità di pagamento, leggi anche la guida completa al calcolo IMU 2026.