Nel 2026 l’età per la pensione di vecchiaia è 67 anni, la stessa dal 2019. Dal 1° gennaio 2027 sale a 67 anni e 1 mese, dal 1° gennaio 2028 a 67 anni e 3 mesi. Lo stabilisce la Legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025, articolo 1, comma 185), che ha applicato in due tempi l’adeguamento alla speranza di vita; l’INPS ha recepito i nuovi requisiti con la circolare n. 28 del 16 marzo 2026.

Lo stesso aumento tocca quasi tutte le altre uscite, comprese quelle che non guardano l’età ma gli anni di contributi. Qui sotto trovi le tabelle anno per anno e, subito dopo, il dettaglio che spesso sfugge: quale anno conta davvero quando si confrontano i requisiti.

A che età si va in pensione di vecchiaia, anno per anno

Anno in cui maturi il requisito Età per la pensione di vecchiaia Contributi minimi
dal 2019 al 2026 67 anni 20 anni
2027 67 anni e 1 mese 20 anni
2028 67 anni e 3 mesi 20 anni
dal 2029 da stabilire con il prossimo decreto di adeguamento 20 anni

Fonti: articolo 24 del D.L. 201/2011 (riforma Fornero) per la struttura del requisito; decreto del Ministero dell’Economia del 5 dicembre 2017 per il passaggio a 67 anni dal 2019; legge 199/2025 e circolare INPS n. 28/2026 per il biennio 2027-2028.

Il requisito contributivo resta a 20 anni. Si muove soltanto l’età.

La tabella completa 2026-2028 per tutte le uscite

Uscita 2026 2027 2028
Vecchiaia ordinaria 67 anni + 20 di contributi 67 anni e 1 mese 67 anni e 3 mesi
Vecchiaia contributiva (primo contributo dopo il 1995) 71 anni + 5 di contributi effettivi 71 anni e 1 mese 71 anni e 3 mesi
Anticipata ordinaria, uomini 42 anni e 10 mesi di contributi 42 anni e 11 mesi 43 anni e 1 mese
Anticipata ordinaria, donne 41 anni e 10 mesi di contributi 41 anni e 11 mesi 42 anni e 1 mese
Anticipata contributiva (primo contributo dopo il 1995) 64 anni + 20 di contributi effettivi 64 anni e 1 mese 64 anni e 3 mesi
Lavoratori precoci 41 anni di contributi 41 anni e 1 mese 41 anni e 3 mesi
Addetti ad attività gravose (vecchiaia), 7 anni negli ultimi 10 66 anni e 7 mesi + 30 di contributi invariato invariato
Addetti ad attività gravose (vecchiaia), 6 anni negli ultimi 7 67 anni + 30 di contributi invariato invariato

Fonti: circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026, allegato 2; legge 199/2025, articolo 1, commi 185-190. Per l’anticipata contributiva la tabella riporta l’età: il minimo di contributi e la soglia di importo dell’assegno per il 2027 e il 2028 vanno controllati direttamente nell’allegato 2 della circolare.

Due righe meritano una parola in più. L’anticipata ordinaria non ha un requisito di età: a contare sono solo gli anni di contributi, ed è proprio lì che si nota l’aumento. I precoci sono chi ha almeno 12 mesi di contributi da lavoro effettivo prima dei 19 anni e si trova in una delle condizioni previste dalla legge 232/2016 (disoccupazione, assistenza a un familiare con disabilità grave, invalidità almeno al 74%, lavori gravosi). Anche per loro il requisito sale, tranne che per chi accede come addetto ad attività gravose.

Perché l’età sale nel 2027 e nel 2028?

Perché per legge i requisiti per la pensione sono agganciati alla speranza di vita misurata dall’ISTAT. Ogni due anni un decreto del Ministero dell’Economia, di concerto con il Ministero del Lavoro, verifica di quanto è cresciuta e adegua età e contributi. Per il biennio 2027-2028 il decreto direttoriale è del 19 dicembre 2025.

L’aumento pieno era di tre mesi. La Legge di Bilancio 2026 lo ha diviso: un mese dal 2027, i tre mesi interi dal 2028. Per chi è vicino alla soglia la differenza non è teorica.

Conta l’anno in cui maturi i requisiti, non quello in cui esci

È il punto in cui ci si confonde di più. Il requisito da rispettare è quello in vigore nel momento in cui lo raggiungi. Per la vecchiaia la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo; per l’anticipata ordinaria c’è in più una finestra di tre mesi, introdotta dal D.L. 4/2019, tra la maturazione dei contributi e il primo assegno.

Due esempi, a titolo puramente ipotetico, per una lavoratrice con almeno 20 anni di contributi.

Anna è nata il 10 marzo 1960. Compie 67 anni il 10 marzo 2027, ma nel 2027 non bastano più: servono 67 anni e 1 mese, che raggiunge il 10 aprile 2027. La pensione di vecchiaia decorre dal 1° maggio 2027.

Giulia è nata il 10 dicembre 1960. Compie 67 anni a dicembre 2027 e arriverebbe a 67 anni e 1 mese a gennaio 2028. Solo che a gennaio 2028 il requisito è già diventato 67 anni e 3 mesi. Giulia lo raggiunge il 10 marzo 2028 e prende la pensione dal 1° aprile 2028: undici mesi dopo Anna, pur essendo nata solo nove mesi dopo di lei. Il passaggio tra un biennio e l’altro può allungare l’attesa più di quanto suggerisca la tabella.

Il caso inverso vale per l’anticipata. Un lavoratore che raggiunge 42 anni e 10 mesi di contributi a novembre 2026 matura il requisito del 2026; la finestra di tre mesi lo porta alla prima pensione nel 2027, ma il mese in più del 2027 non lo riguarda.

Chi è escluso dagli aumenti?

La legge 199/2025 (articolo 1, comma 187) blocca l’adeguamento fino al 31 dicembre 2028 per due gruppi. Il primo sono gli addetti ad attività gravose, l’elenco di mansioni pesanti della legge 205/2017, quando l’attività è stata svolta per almeno 7 degli ultimi 10 anni (oppure 6 degli ultimi 7). Con 7 anni su 10 l’età è 66 anni e 7 mesi, con 6 anni su 7 è 67 anni, in entrambi i casi con almeno 30 anni di contributi (circolare INPS n. 28/2026, allegato 2). Il secondo sono gli addetti ad attività usuranti e notturne del d.lgs. 67/2011. Per loro i valori del 2026 restano validi anche nel 2027 e nel 2028.

Poi ci sono due canali che nel 2026 non esistono più per chi matura i requisiti adesso. La circolare INPS n. 19 del 25 febbraio 2026 conferma che la Legge di Bilancio 2026 non ha rinnovato né Quota 103 né Opzione Donna: possono ancora usarle solo le persone che avevano maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025 (Quota 103) e il 31 dicembre 2024 (Opzione Donna).

Resta invece l’APE sociale, prorogata fino al 31 dicembre 2026 con un’età minima di 63 anni e 5 mesi e 30 o 36 anni di contributi a seconda della categoria (circolare INPS n. 19/2026); per operai edili, ceramisti e conduttori di impianti per la ceramica bastano 32 anni (legge 234/2021, art. 1, comma 92). Non è una pensione: è un’indennità ponte che accompagna fino alla vecchiaia.

E dopo il 2028?

Nessuno lo sa con certezza. Il prossimo adeguamento, per il biennio 2029-2030, arriverà con un nuovo decreto basato sui dati ISTAT, e il Parlamento può sempre intervenire come ha fatto con la Legge di Bilancio 2026. Le proiezioni della Ragioneria Generale dello Stato indicano ulteriori aumenti, ma sono simulazioni, non norme in vigore.

La posizione più prudente, nella pratica, è questa: se la tua uscita cade dopo il 2028, considera i requisiti di oggi come un minimo e lascia qualche mese di margine nei tuoi conti. Meglio scoprire di poter uscire prima che il contrario.

Come trovare la tua data esatta di pensione

La tabella dà le regole generali. La tua data dipende da data di nascita, anni di contributi effettivi, gestione INPS e dall’anno in cui hai versato il primo contributo.

Il calcolatore dell’età pensionabile fa il conto partendo dalla data di nascita e ti dice in che anno raggiungi i requisiti. Per capire quanto resterà in tasca dell’assegno lordo, dopo IRPEF e addizionali, c’è il calcolatore della pensione netta.

Prima di decidere, però, scarica l’estratto conto contributivo dall’area MyINPS con SPID o CIE: è l’unico documento che fa fede su quanti contributi hai davvero. Un periodo mancante, per esempio un datore di lavoro che non ha versato, si sistema molto più facilmente anni prima della pensione che all’ultimo momento. Nei casi dubbi, un patronato fa la verifica gratuitamente.

Domande frequenti

Nel 2026 a che età si va in pensione?

A 67 anni con almeno 20 anni di contributi, per la pensione di vecchiaia. Con l’anticipata ordinaria l’età non conta: servono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Chi compie 67 anni nel 2027 va in pensione a 67 anni?

No. Nel 2027 il requisito è 67 anni e 1 mese, quindi si aspetta un mese in più. Chi compie 67 anni a fine 2027 rischia di cadere nel 2028, quando il requisito sale a 67 anni e 3 mesi.

L’aumento vale anche per la pensione anticipata?

Sì: un mese di contributi in più nel 2027 e tre mesi in più nel 2028 rispetto al 2026 (circolare INPS n. 28/2026). Sono esclusi i lavoratori gravosi e usuranti indicati dalla legge 199/2025.

Dove trovo la tabella ufficiale INPS?

Nell’allegato 2 della circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026, pubblicata nella sezione circolari del sito INPS.